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28 gennaio 2026
ART CITY Bologna 2026 XIV edizione | 5 - 8 febbraio 2026   

Dal 5 all’8 febbraio 2026 Bologna torna a essere uno dei principali crocevia dell’arte contemporanea con la quattordicesima edizione di ART CITY Bologna, il programma diffuso di mostre e iniziative promosso dal Comune di Bologna in concomitanza con Arte Fiera, con il supporto di BolognaFiere. La direzione artistica è affidata a Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, mentre Gruppo Hera conferma il proprio ruolo di main sponsor della manifestazione.

Elemento distintivo dell’edizione 2026 è ancora una volta lo Special Program, curato da Caterina Molteni, che prosegue il suo percorso di ricerca e sperimentazione invitando artiste e artisti italiani e internazionali a confrontarsi con luoghi inusuali, spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili al pubblico. Quest’anno il progetto assume un significato particolarmente simbolico grazie alla collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, istituzione che da secoli incarna i valori della conoscenza, del confronto e della trasformazione culturale.

Fondata nel 1088, l’Università di Bologna rappresenta uno dei pilastri identitari della città. Nel corso dei secoli, le sue attività si sono intrecciate con il tessuto urbano, occupando abitazioni private, spazi religiosi ed edifici pubblici, fino alla prima sede ufficiale dell’Archiginnasio nel 1563 e al successivo trasferimento a Palazzo Poggi nel 1803. Da allora l’Ateneo ha contribuito in modo decisivo alla configurazione della Bologna moderna, ampliando progressivamente la propria presenza e ridisegnando il volto della città.

A questa eredità culturale rende omaggio lo Special Program di ART CITY Bologna 2026 attraverso un itinerario di arte contemporanea che attraversa alcuni luoghi emblematici dell’Università, aperti eccezionalmente per l’occasione. Tra questi figurano l’Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia, l’Atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria, la Sala della Boschereccia di Palazzo Hercolani, il Teatro Anatomico della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, la Fondazione Federico Zeri, il Laboratorio didattico del Distretto Navile e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna. Le opere, appositamente commissionate o riallestite, instaurano un dialogo diretto con l’architettura e la storia di questi spazi, offrendo nuove chiavi di lettura del passato accademico, politico e culturale dell’Ateneo.

Come da tradizione, i luoghi coinvolti non svolgono un ruolo neutro, ma diventano veri e propri dispositivi narrativi che danno forma al tema dell’edizione: la conoscenza e la sua trasmissione. ART CITY Bologna 2026 indaga infatti i processi di formazione e insegnamento come esperienze corporee e sensibili, che superano una visione puramente astratta del sapere. Da questa riflessione nasce il titolo del progetto, Il corpo della lingua, ispirato all’omonimo testo di Giorgio Agamben, in cui il linguaggio viene concepito come un organismo vivo, in continuo movimento, che prende forma nella voce, nei gesti e nella relazione con l’altro. Ripensare il corpo significa dunque interrogare anche le modalità attraverso cui il sapere si costruisce e si trasmette.

Protagonisti dell’edizione 2026 sono giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato, che con i loro lavori esplorano la dimensione fisica della conoscenza, mettendo in luce le strutture di potere insite nei sistemi educativi e aprendo al tempo stesso spazi di resistenza e nuove possibilità espressive. Le opere propongono modelli alternativi di produzione e circolazione del sapere, sfidando l’autorità e la linearità tipiche della tradizione accademica e interrogando il ruolo dei luoghi della formazione, le regole che li governano e le trasformazioni simboliche, sociali e politiche che li attraversano, con una particolare attenzione alle nuove forme di intelligenza.

Un ulteriore richiamo alle origini dello Studium si ritrova nella nuova identità visiva di ART CITY Bologna 2026, ideata da Al mare. Studio, che trae ispirazione dall’immaginario dei glossatori medievali. Segni, annotazioni e rimandi dei primi commentatori dei testi giuridici diventano la base per un linguaggio grafico contemporaneo, costruito a partire dalla pratica dello studio: appunti, evidenziature, scarabocchi e tracce manuali che trasformano la parola in forma.

Durante i giorni di ART CITY Bologna, l’intera città si trasforma in un grande palcoscenico dedicato alla cultura contemporanea, con un ricco calendario di iniziative proposte da musei, istituzioni, gallerie e spazi indipendenti. Un programma diffuso che restituisce l’immagine di un sistema culturale vitale, plurale e profondamente radicato nel territorio.

Il calendario completo degli eventi è disponibile e costantemente aggiornato sul sito artcity.bologna.it.

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