Intrecciando i personaggi di Erodiade e Salomé, lo spettacolo delinea il ritratto di una donna fragile e al tempo stesso potente: madre e artista, sospesa tra realtà e finzione.
Il lavoro prende forma da Piangere è un artificio, testo scritto da Elena Galeotti insieme a Rita Frongia e liberamente ispirato alle figure di Erodiade e Salomé, madre e figlia. L’autrice descrive Erodiade come «l’umana bestemmia, ciò che è stato, il niente», mentre Salomé è «una luna d’argento e trame di voci che chiamano sangue». Accanto a queste figure, le attrici – «poco regali», attraversate da ombre e colpi bassi – diventano parte di un’indagine sulla femminilità, sulla caduta e sulla forza.
Dal confronto tra queste due figure nasce un’esplorazione della fragilità di una donna in tutte le sue dimensioni: moglie, madre e artista. Il percorso si immerge nell’artefatto wildeano e nel teatro, per poi incontrare una Salomé intesa come «la vecchia madre che ci portiamo dentro», insieme ai testi e alle immagini immortali della classicità. La ricerca si intreccia poi con la vita dell’autrice: la sua esperienza di figlia e madre, il passato, le lingue delle origini e degli studi, il tempo che scorre, l’ansia crescente, la trasformazione delle forme e della presenza scenica, la potenza della finzione e la crudezza della realtà. È una storia di grande amore e grande conflitto, che alimenta The Remembering Box – la testa.
Credits artistici
di Elena Galeotti
liberamente ispirato a opere di Oscar Wilde, Giovanni Testori, Billy Wilder, Ken Russell
con Elena Galeotti e Ana Maria Sharkova
luci e fonica: Riccardo Marchi
elementi scenici: Nicola Bruschi
regia: Francesco Pennacchia
produzione: Cantharide / Artisti Drama
Repliche
Dal 30/01/2026 al 31/01/2026, ore 20:30