Iniziative Giorno della Memoria >>> clicca e leggi

Anche quest’anno, nel 19° anniversario dell’istituzione del 27 gennaio come ‘Giorno della Memoria’ grazie alla legge n.211/2000, tantissime sono le iniziative promosse dal tavolo istituzionale, che unisce Comune, Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana, associazione ANED  (ex deportati politici nei campi nazisti), Comunità Ebraica di Bologna, Fondazione Museo Ebraico, Istituto Parri, Università degli Studi di Bologna e Ufficio scolastico provinciale.

Da sabato 19 a lunedì 28 gennaio, in via Cartoleria 9 al Centro Studi Didattica delle Arti, giovani studenti del Liceo Galvani diventeranno “guide memoriali” di “Camelia. Con gli occhi aperti, col cuore fermo”, una mostra realizzata in collaborazione con l’Istituto Parri, dedicata a Camelia Matatia, giovane ebrea bolognese perseguitata durante la Shoah.

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“Non potevamo non fare niente”, mostra in Salaborsa >>> clicca e leggi

Il 21 gennaio alle ore 16 la biblioteca Salaborsa inaugura la mostra “Non potevamo non fare niente”, dedicata a 130.000 donne di oltre 40 nazioni.

Fulcro dell’esposizione sono le vicende delle deportate nel campo di Ravensbruck, a Nord di Berlino, e in particolar modo quelle della famiglia Baroncini di Bologna.

È possibile accedere gratuitamente alla mostra fino al 27 gennaio, negli orari di apertura della biblioteca.

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Felsina Antiquaria II: la mostra al Museo della Sanità e dell’Assistenza >>> clicca e leggi

Nella sala grande del Museo della Sanità e dell’Assistenza e nell’attiguo oratorio secentesco, si può visitare, dal 30 novembre 2018 fino al 6 gennaio (prorogato al 13 gennaio 2019) la mostra Felsina Antiquaria II. Dipinti, disegni, sculture, oggetti d’arte, curata da Pietro Di Natale e organizzata dall’Associazione Antiquari Bolognesi Confcommercio Ascom Bologna.

Sono esposte cinquanta opere concesse da sette antiquari bolognesi: Antichità SantoroBottegantica Milano-BolognaFondantico di Tiziana SassoliGalleria Antichità all’OratorioGalleria Antiquaria Giovanni Asioli MartiniGalleria d’Arte del CaminettoMaurizio Nobile Bologna-Paris.

La ricca selezione di dipinti, disegni, sculture e oggetti consente al visitatore di compiere un viaggio nella storia dell’arte – non solo locale – dal Quattrocento alla metà del Novecento e al contempo di avvicinarsi all’affascinante mondo dell’antiquariato e del collezionismo.

La scelta delle opere in mostra riflette la cultura e il gusto di ciascun antiquario che, se da un lato si profila quale interprete di un commercio dettato da sensibilità e intuito, dall’altro svolge una funzione pedagogica nei confronti del mercato e del collezionismo, apportando un decisivo contributo nella formazione di raccolte private. La mostra – di carattere esclusivamente culturale – è dunque un’occasione per riflettere sul mestiere del mercante d’arte che, oltre a requisiti indispensabili quali mobilità e conoscenza, deve possedere quell’istinto, maturato anche attraverso l’esperienza, che gli permette di riconoscere la differenza fra un capolavoro e un’opera minore.

Ma come scriveva Giorgio Batini nel 1961 “l’antiquario è sempre l’antiquario, e soltanto l’antiquario. Se va in macchina da Firenze a Siena, e guarda la successione felice di poderi olivati, il mare mosso delle colline – e in cresta dell’onda, ville e cipressi -, l’armonia dolce e la composizione geometrica della terra toscana, ritrova senza volerlo lo sfondo dei primitivi senesi. Il mercante d’arte guarda il paesaggio, e quasi senza accorgersene lo incornicia, ci rimette idealmente in mezzo la Madonna col Bambino. L’antiquario è un turista che soffre perché non può comprare il duomo di Orvieto”.

Gli antiquari che partecipano alla mostra raccontano la propria storia – e le proprie predilezioni, che li hanno portarti a specializzarsi in un determinato settore – attraverso le opere messe a disposizione del pubblico, “tesori” che hanno ricercato, inseguito, scovato, studiato, acquisito, custodito e, sopratutto, amato.

Orari
Martedì: 10.00 – 19.00
Mercoledì: 10.00 – 19.00
Giovedì: 10.00 – 19.00
Venerdì: 10.00 – 19.00
Sabato: 10.00 – 19.00
Domenica: 10.00 – 19.00

Sede
Santa Maria della Vita, via Clavature 8-10, Bologna

Biglietti
Intero – ingresso incluso nel biglietto Museo e Oratorio € 6

Ridotto – ingresso incluso nel biglietto Museo e Oratorio € 4
– scuole;
– gruppi di min.15 persone;
– possessori di un biglietto di un’altra sede Genus Bononiae;
– convenzioni (Tper; Coop; Dante Alighieri; Touring; Fai; Modern English);
– giovani dai 6 ai 18 anni;
– possessori Card Musei Metropolitani;
– possessori Bologna Welcome Card
– giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti)

Gratuito
– bambini fino a 5 anni;
– disabile con accompagnatore;
– guida turistica con tesserino;
– forze dell’ordine;
– possessori Membership Card Genus Bononiae;
– giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) in servizio previa richiesta di accredito da parte della Redazione all’indirizzo 

Mostra di beneficenza al Baraccano >>> clicca e leggi

Nell’ambito del progetto Pace&Solidarietà, l’Associazione Il Sorriso di Budrio propone dal 10 al 13 gennaio nella sala Esposizioni G. Cavazza, Complesso del Baraccano, via S.Stefano 119,  una mostra di beneficenza con opere fotografiche e dipinti donati da vari artisti.

L’iniziativa, che ha il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna, servirà a finanziare la stessa Associazione che si rivolge alle famiglie meno fortunate con bambini disabili in cura presso il Centro Pretesi Inail di Budrio, offrendo, durante il ricovero, un servizio di supporto logistico e pratico quali fornitura di vestiario e beni di prima necessità, ricerca e sistemazione in strutture di accoglienza, indicazioni sul trasporto.

L’inaugurazione si terrà giovedì 10 gennaio alle ore 18:00.

Gli orari:

venerdì, sabato e domenica dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:30 alle ore 19:00.

 

Il Club 27, la mostra alla Ono Arte >>> clicca e leggi

Chi sono le rockstar che fanno parte dell’esclusivo Club dei 27? Lo svela la mostra che apre alla Ono arte (via Santa Margherita 10) mercoledì 13 dicembre.

Titolo: Il Club 27Jimi HendrixKurt Cobain, Jim MorrisonJanis JoplinAmy WinehouseBrian Jones, Jean Michel Basquiat: una mostra collettiva che attraverso il mito del cosiddetto ‘Club dei 27’ vuole celebrare alcuni tra i più importanti artisti della storia della musica deceduti alla stessa età, 27 anni, spesso a causa di abuso di droga e alcol, di omicidio o suicidio.

La morte di diversi famosi musicisti ventisettenni tra il 1969 e il 1971 ha portato alla convinzione che le morti siano più comuni a questa età, e che ci sia un ‘picco statistico’ di decessi tra gli artisti all’età di 27 anni. Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison morirono infatti tutti a quell’età, tra il 1969 e il 1971 appunto. All’epoca la coincidenza suscitò qualche commento, ma fu solo con la morte di Kurt Cobain, nel 1994, che l’idea di un Club 27 ha cominciato a prendere piede nella percezione pubblica, trasformandosi in un mito alimentato dai media.

Nel 2011, diciassette anni dopo la morte di Cobain, Amy Winehouse morì all’età di 27 anni, spingendo ancora una volta a rinnovare l’attenzione nei confronti del ‘27 Club’. Solo tre anni prima, la cantautrice aveva espresso il timore di morire a quell’età.

La mostra (rimarrà aperta fino al 24 febbraio 2019) è un pretesto per indagare per indagare alcune tra le grandi icone della musica che hanno influenzato la cultura popolare fino ai giorni nostri, ed è composta da 40 opere, alcune esposte in esclusiva italiana, di Jill Furmanovsky, Michael LavineCharles Peterson, Jan PerssonTerry O’NeillBaron WolmanLee JaffeJames FortuneGuy Webster.

Fonte: il Resto del Carlino

13 anni e un secolo. Premio Fabbri sesta edizione >>> clicca e leggi

Palazzo Pepoli Campogrande – Salone d’onore la mostra “13 anni e un secolo. Premio Fabbri”. Dal 7 dicembre al 13 gennaio 2019.

Il Premio Fabbri per l’arte, ideato in occasione del centenario dell’azienda, è una manifestazione triennale a cui dal 2005 hanno partecipato artisti di fama internazionale che hanno realizzato opere con tecniche e mezzi espressivi vari. Il legame con l’arte nasce fin dai primi anni di vita della Fabbri: è il fondatore stesso, Gennaro Fabbri, a commissionare a un ceramista il celebre vaso bianco e blu diventato icona aziendale. Un legame, quello con l’arte, che si rinnova negli anni ’60, l’epoca del Carosello, con un “Pittore alla settimana”, una serie di filmati pubblicitari in cui artisti emergenti, tra i quali anche un giovanissimo Guttuso, vengono ripresi nell’intento di creare le loro opere.  Una tradizione di mecenatismo che si rinnova nel tempo assumendo connotati moderni.

Diciannove artisti in gara per la sesta edizione del Premio, interamente dedicata alla fotografia e curata da Nino Migliori, hanno interpretato e raccontato la storia, la tradizione, le simbologie dell’azienda conosciuta nel mondo per la celebre Amarena Fabbri, celebrando così, ciascuno a suo modo, i 13 anni e un secolo di un dolce mito italiano.

La mostra è realizzata in collaborazione tra “Fabbri 1905” e Polo Museale Emilia Romagna – Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Orari di apertura: dal martedì alla domenica  9:00 – 19:00. Chiuso lunedì.

Palazzo Pepoli Campogrande – Salone d’onore – Via Castiglione, 7 – Bologna

Ingresso gratuito.

Sturmtruppen 50 anni, la mostra a Palazzo Fava >>> clicca e leggi

Dal 7 dicembre al 7 aprile 2019.

La mostra Sturmtruppen. 50 anni, organizzata da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae – Musei nella città in collaborazione con Eredi Bonvicini, è un omaggio all’esercito di fumetti più famoso al mondo, le Sturmtruppen che quest’anno compiono appunto 50 anni di vita.

Era il 1968 quando Bonvi, al secolo Franco Bonvicini, presentò la prima striscia delle sue Sturmtruppen a Lucca vincendo il premio di Paese Sera come miglior esordiente. Il materiale esposto a Palazzo Fava, oltre 250 opere originali, tutte messe a disposizione dall’Archivio Bonvicini e in gran parte inedite, illustra i meccanismi creativi della striscia italiana più famosa al mondo, mostrandone lo spirito caustico sempre attuale.

Se il cuore della mostra è dedicato alle Sturmtruppen, non mancano gli excursus nella vastissima produzione artistica dell’autore, da quella seriale, con Cattivik e Nick Carter, a quella autoriale, per arrivare ad alcune opere pittoriche mai esposte e a quelle VM18 con Play Gulp, parodia erotica di tutto il mondo del fumetto. Dalla ricostruzione dello studio, con materiali e strumenti che mostrano il processo creativo, un percorso non cronologico che evidenzia quanto ancora sia attuale il pensiero di un artista che ha profondamente influenzato la cultura pop italiana novecentesca: non solo un cartoonist, ma un artista completo, capace di suscitare l’entusiasmo del grande pubblico così come degli intellettuali, da Umberto Eco a Oreste del Buono.

Fumetto corale abitato da una ridda di personaggi, i militari delle Sturmtruppendi Bonvi, dal soldaten semplice ai vari Sergenten, Capitanen, Generalen e Cuoken, fino al fiero alleaten Galeazzo Musolesi, unico personaggio dotato di identità, le Sturmtruppen diventano presto il fumetto antimilitarista per antonomasia, denunciando la stupida bestialità della guerra.

Ma nonostante l’ambientazione circoscritta nel tempo – la Seconda Guerra Mondiale – e nello spazio – le trincee germaniche in cui tutti si esprimono in un inconfondibile slang “tedeschese”, le Sturmtruppen diventano un affresco di umanità di ogni tempo, trasformandosi in archetipi nelle loro manie e solitudini, nelle loro paure e vizi.

Chiusi in un universo claustrofobico, i personaggi di Bonvi si muovono sul confine delle macerie e della morte, con un nemico invisibile agli occhi ma echeggiante di fragorosi spari e cannonate, non perdendo mai l’occasione per ridicolizzare la meschinità del potere e per prendersi gioco, ora con un tono pungente, ora con tenerezza, delle debolezze umane.

Info e orari:
Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni – via Manzoni 5 – Bologna

da martedì alla domenica ore 10.00-20.00
La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del Palazzo

Orari di apertura nelle festività natalizie:
Sabato 8 dicembre ore 10.00 – 20.00
Lunedì 24 dicembre ore 10.00 – 16.00
Martedì 25 dicembre ore 10.00 – 20.00
Mercoledì 26 dicembre ore 10.00 – 20.00
Lunedì 31 dicembre ore 10.00 – 16.00
Martedì 1 gennaio ore 10.00 – 20.00
Domenica 6 gennaio ore 10.00 – 20.00

Sono previste visite guidate e iniziative per famiglie e adulti.

Scopri tutte le proposte dei servizi educativi nelle sezioni dedicate.

Giovanni Paolo Bedini, il fascino della spensieratezza >>> clicca e leggi

È dedicata alla figura di Giovanni Paolo Bedini, artista nato a Bologna nel 1844, la quindicesima mostra retrospettiva promossa da Bologna per le Arti con il patrocinio del Comune di Bologna, che resterà allestita in Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio fino al 3 febbraio prossimo. 

La mostra, dal titolo “Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924”, curato da Giuseppe Mancini, è la prima grande antologica focalizzata sull’intera produzione dell’artista bolognese attivo fino agli anni 20 del Novecento. Il percorso espositivo è costituito da circa sessanta opere di provenienza pubblica e privata, a cui verranno affiancati dipinti di maestri contemporanei a Bedini, con l’intento di mettere in luce un più ampio “spaccato” della produzione artistica del tempo.

Per chi desidera approfondire i temi dell’arte da gennaio 2019, ritorna “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, il ciclo di conferenze tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città, organizzato in Cappella Farnese sempre dall’Associazione Bologna per le Arti.

Festival del Cinema di Porretta >>> clicca e leggi

Organizzato dall’associazione Porretta Cinema, che da sempre lavora per salvaguardare e promuovere il cinema d’autore e di qualità, il Festival porterà a Porretta Terme registi, attori e appassionati cinefili che per una settimana potranno vedere film che hanno avuto poca distribuzione nelle sale e da quest’anno anche una mostra fotografica.

Sono tanti gli eventi che si susseguiranno in occasione del Festival. A partire dalla retrospettiva che celebra Daniele Lucchetti.

Ma non è tutto, per la prima volta, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma ci sarà una mostra fotografica dedicata a Elio Petri, personaggio legato profondamente al Festival del cinema di Porretta Terme.
Infine, continua il forte legame con le scuole e con il territorio circostante che vedrà diverse proiezioni dedicate anche in altre località dell’Appennino.

Saranno 7 i film del regista romano che verranno proiettati a Porretta. Oltre a “Il portaborse”, “La Scuola”, “Mio fratello è figlio unico”, “Anni felici” ci sarà anche l’ultimo lavoro in ordine temporale “Io sono tempesta”. Lucchetti che ha esordito con Nanni Moretti, per il quale è stato assistente nel film Bianca e aiuto regista ne La messa è finita, nel 1988 ha vinto il David di Donatello per il miglior film esordiente e ha partecipato fuori concorso al Festival di Cannes dove ha ricevuto una menzione Caméra d’or per “Domani accadrà”, film prodotto dalla casa di produzione dello stesso Moretti. Negli anni sono seguite altre pellicole di grande impatto anche politico sociale come “Il portaborse” nel 1991, anticipando il cambiamento politico che da lì a poco sarebbe arrivato con le inchieste giudiziarie di “Mani pulite”. Lucchetti che è anche regista teatrale, al Festival incontrerà il pubblico e terrà una masterclass sabato 8 dicembre.

Info e programma su www.porrettacinema.com.

Steve McCurry a Palazzo d’Accursio >>> clicca e leggi

Dal 30 novembre al 6 gennaio 2019 una mostra fatta di sguardi contro ogni forma di discriminazione, con 40 grandi ritratti di cui alcuni inediti, che raccontano l’unicità di ogni individuo e il rispetto per la vita.

È ‘Una testa, un volto. Pari nelle differenze’ del fotografo americano Steve McCurry, allestita nelle Collezioni comunali d’arte di Palazzo d’Accursio, in occasione della ‘Biennale della Cooperazione’ promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane.

Bologna sarà, il 30 novembre e l’1 dicembre, sede della seconda tappa di un percorso cominciato a Bari e che in gennaio proseguirà a Milano e Roma, portando in giro le cinque parole chiave del Manifesto cooperativo: lavoro, innovazione, welfare, sostenibilità e legalità.

Le foto di Steve McCurry – quattro volte vincitore del World Press Photo e autore di una delle immagini più iconiche del XX secolo, la ‘Ragazza afgana’ – ritraggono una serie di volti in cui riconoscersi al di là di confini e barriere.

Fotografie che educano alla conoscenza e alla visione senza pregiudizi dell’altro, per salvaguardare il patrimonio delle differenze tra le culture nel mondo. Da qui il titolo della mostra che, parafrasando uno dei valori cardine del cooperare, la parità di ciascuno nel prendere decisioni, lo ripropone nei termini universali dell’equità: “una testa, un voto” diventa così “Una testa, un volto”, il pensiero e i tratti che rendono ogni persona irripetibile. E che, coniugati al plurale, “generano una comunità che produce il domani”. Le foto saranno esposte su strutture antropomorfe in ferro battute, ideate dallo scenografo Peter Bottazzi, posizionate come fossero persone in cammino all’interno della Sala e della Cappella Farnese.

McCurry il 30 novembre riceverà inoltre il premio ‘Colomba d’oro internazionale’ nell’ambito del premio ‘Colombe d’oro per la pace’, che l’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo gli ha riconosciuto per “la competenza del professionista e l’ispirazione dell’artista nel mostrare la natura umana attraverso le immagini, con un’autenticità e un’immediatezza che sono raramente raggiunte dalla parola parlata e scritta.

Le sue fotografie, scattate ai quattro angoli del pianeta nei territori devastati dai conflitti, mostrano una straordinaria capacità di catturare l’anima e raccontare le storie dei soggetti incontrati, attraverso un uso consapevole e accorto dello strumento fotografico”.

Info
Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 18.30
Chiusura: tutti i lunedì e 25 dicembre
Aperture straordinarie: 24 dicembre e 1 gennaio

Biglietti di ingresso (per la mostra di Steve McCurry e visita alle Collezioni comunali d’arte): 10 euro intero; minori tra i 12 e 18 anni); gratuito per minori fino a 12 anni.

Fonte: ansa.it

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