ROBERTO CAPATTI: la fotografia come compagna di vita

L’obiettivo di Roberto Capatti questa volta affronta una lunga passeggiata per le strade di Bologna.

Sfogliando vecchie raccolte fotografiche, dalle ottocentesche vedute di Pietro Poppi in poi, si nota il grande cambiamento di una città: vie che si allargano, torri che vengono abbattute, ci si sofferma su immagini di edifici anneriti e statue che si sgretolano.

Dickens, di passaggio a Bologna annotava: “Di nuovo troviamo, sotto il cielo luminoso, un’antica città di aspetto triste, con loggiati pesanti e uggiosi…..” (1846 “Pictures from Italy”). Più volte la città si è  interrogata su come conservare il suo patrimonio. L’amore profondo per una città antica e medioevale spinse il Rubbiani ( tra fine ottocento e inizi novecento) a revisioni forti e ampiamente criticate.

Negli anni settanta la mostra: “Bologna Centro Storico”, faceva il punto della situazione con urbanisti, storici dell’arte, restauratori, soprintendenze. Come conservare la città? Molto lavoro di restauro è stato fatto, a volte denso di critiche ma comunque forte è stato il tentativo di recupero. Ecco, la fotografia di Roberto Capatti ci restituisce la visione di una città aperta, più luminosa dove emergono forme e colori. Finalmente si leggono i materiali costruttivi e decorativi di Bologna. Il grigio brillante della selenite, il giallo paglierino dell’arenaria, il rosso della terracotta. Le grandi pietre gessose di selenite venivano anticamente dalle cave di Monte Donato, fatte scivolare lungo la via di Siepelunga raggiungevano la città, a comporre mura medioevali, a fare da basamento a torri, contornare finestre. Le fotografie ci mostrano tracce di questo grigio specchiato in tutta quella parte di città che era racchiusa dalla cerchia dei torresotti (la cosiddetta cerchia “del Mille”). Il colore dolce dell’arenaria emerge dai capitelli, nei fregi dei palazzi senatori e in statue slavate dalla pioggia inacidita.

Scriveva l’architetto Angelotti nel 1765: “….Buone sono le cave fuori di strada Castiglione, ma le più ottime sono le cave poste nel Comune di Varignana le quali danno macigne che gareggiano col marmo.” (Nuova Economia per le fabbriche- Bo 1765).

Tante le foto in cui risaltano i toni rosati del nostro cotto. Attorno a Bologna c’erano poche cave di pietra dura e pregiata ma senza dubbio tanti fiumi e calanchi da cui trarre argilla. Lungo le rive del Reno lavoravano gli scavatori, a una certa profondità emergeva lo strato liscio della creta sedimentata. Dopo lunga lavorazione, finalmente era materiale a cui poter dare forma per i laterizi da costruzione e per l’arte del modellare.                                                                                                                                                                       

In  piazza Santo Stefano il teleobiettivo zumma verso le teste di terracotta che si affacciano dal più giovane dei palazzi Bolognini (prima metà del XVI sec.) ed è uno spettacolo di gente diversa. Personaggi di paesi lontani: turchi e mori che forse più si adattano a Venezia che alla paciosa Bologna, ma anche armigeri e belle donne dal collo contornato di perle. Comparse di una Bologna ricca e variegata. Tanti gli “ornamenti” nelle foto di Capatti ma tante anche le presenze a tutto tondo.

L’obiettivo fotografico coglie, forse non a caso, le opere di uno dei maggiori scultori del Barocco bolognese, Gabriele Brunelli  (1615-1682). Uno Scatto immortala lo sforzo immane del “gigante” in arenaria di palazzo Davia Bargellini , che condensa in sé tutta la voglia di potenza, di fama e di abbondanza della Bologna del tempo. Infine, sul fondo, ci guarda un pensieroso Carducci. E’ uno scorrere di immagini che volano alte sopra i graffiti, sopra i muri ancora sbrecciati, per cogliere il significante di una città da amare. Carducci scriveva: “Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna….”  (1876- Odi Barbare: “Nella Piazza di San Petronio”).

L’occhio di Roberto Capatti ci restituisce una visione senz’altro meno fosca e tutta da scoprire o da riscoprire.

Tel. 329 1087082

 robertocapattiph

 

 

 

22/10/2019 - Articoli di PROMOGUIDA- QUARTIERE PORTO- SARAGOZZA- Vetrina Fotografi- VETRINA Shopping
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